
via FashionBlaBla, scritto da Stefania Zizzi
E-(motional): la fabbrica dei sogni interattivi
Preparatevi ad entrare nel futuro. Quello del cinema, della moda e di chi li sogna, ma in versione 2.0. Andrey Golub, partner e CTO di Moda e Tecnologia, seduto in un caffè di Porta Ticinese a Milano, in una fredda domenica di Novembre, apre le frontiere di nuove forme di comunicazione. Andrey è simpatico, spigliato e con un evidente desiderio di trasmettere le sue idee. Oggetto del nostro incontro è e-(motional), il video interattivo virale che consente, nell’era del web 2.0, di comunicare, fare advertising, vendere prodotti e condividere i propri contenuti, o meglio, la propria “lista dei desideri” sul web.
La tecnologia, opportunamente brevettata, può essere applicata a qualsiasi genere di settore, dal food, al consumer, al life style, ecc. Inizialmente il sistema è stato progettato per il fashion e-commerce, sulla base anche del concept di Style Star, ideato da Marina Garzoni, CEO di Moda e Tecnologia. Secondo tale concept, la comunicazione del prodotto moda avviene tramite cortometraggi dove il cliente, attivo o potenziale, è coinvolto in una storia che lo introduce emotivamente nell’universo del brand.
Ma partiamo dal primo esperimento applicato al cinema per il film “Maschi contro Femmine“, attualmente nelle sale. Andrey anticipa che e-(motional) non è un progetto di marketing, così come apparentemente potrebbe sembrare, ma di comunicazione. “La tecnologia”, continua Andrey, “non ha nessun fascino se non è sincronizzata con una strategia di comunicazione”. Il trailer interattivo di “Maschi contro Femmine”, visualizzabile alla pagina web ufficiale del film, per questioni burocratiche non è stato preceduto da una campagna tale, dice Andrey, da preparare l’utente finale a recepirne al massimo le potenzialità e il grado di innovazione. Inoltre e-(motional), il cui scopo è quello di aggregare contenuti relativi ad ogni singolo prodotto, luogo o persona, per una questione di velocità delle immagini diventa meno utile al product placement se applicato ad un trailer. I corti di moda di Style Star sono un esempio perfetto di product placement perchè, oltre ad essere brevi, hanno un ritmo lento, riescono a raccontare una storia e contemporaneamente a focalizzare l’attenzione sul prodotto.
Finalmente Andrey prende il suo MacBook Pro e mi apre l’universo e-(motional). Mi mostra prima il trailer completo di “Maschi contro Femmine”, poi delle slideshow di alcuni fashion brand. Cliccando su singoli oggetti, questi diventano interattivi e non solo. Possono essere alterati con degli effetti speciali, giusto pour plaisir. Già mi emoziono. Il servizio core, sia dei video che delle slideshow, è la “Wish List“: è un bookmark speciale che memorizza ogni oggetto che selezioniamo. La Wish List è cross e appare su tutti i video e slideshow che utilizzano e-(motional). La novità è che si possono taggare anche persone e luoghi. In tal caso, e-(motional) è un vero e proprio aggregatore di contenuti verso pagine ufficiali sul web, senza che ci si disperda nelle ricerche. Il cliente che decide di avvalersi di questa tecnologia nel product placement è libero di scegliere cosa taggare o meno.
Altra caratteristica fondamentale del banner interattivo è il pattern recognition: questa tecnica permette di automatizzare il tracciamento degli oggetti. Grazie alle funzioni del Back Office, i responsabili delle campagne possono ottenere in real time la statistica di quanti hanno guardato un video, su quali oggetti hanno cliccato e in quali scene. Se, ad esempio, la stessa borsa appare tre volte in un video ma viene cliccata soprattutto nell’ultima scena, il direttore della campagna può già capire che il prodotto è più facilmente apprezzabile in quella sequenza e, di conseguenza, ha la possibilità di modificare il video in real time lasciando solo quella scena ed eliminando le altre. Oppure nella sequenza che risulta più visualizzata e cliccata, può decidere di taggare altri prodotti.
E-(motional) è anche un valido strumento per le ricerche di mercato. Quando selezioniamo un oggetto, si apre una finestra che, in modo molto rapido, ci chiede se l’oggetto ci è piaciuto o meno, se intendiamo comprarlo o no e, in cambio della risposta, ci offre un contenuto premium. Per un brand le risposte a queste domande sono essenziali per studiare i potenziali clienti, valutare i loro gusti e il grado di soddisfazione. Insomma, una volta registrati nel CRM del brand, quest’ultimo riesce a codificare, grazie alla nostra Wish List, il nostro stile di vita: cosa compriamo, che film ci piacciono, che luoghi ci interessano e così via. E-(motional), integrando advertising, e-commerce e statistica, produce un notevole abbassamento dei costi per la comunicazione di un brand. La Wish List diventa un canale di comunicazione 2.0, essendo anche collegata tramite RSS ai social network. Anche se non compriamo, con un clik esprimiamo un parere e lo possiamo condividere con i nostri amici. In ogni caso creiamo un flusso di informazioni tale da permettere a un brand d studiare il nostro comportamento. E per quanto riguarda la vendita di un prodotto e-(motional), avere un sito e-commerce non è fondamentale.
Per concludere, Andrey mi presenta il progetto di lancio. In collaborazione con Style Star TV, i blogger e gli opinion maker potranno diventare protagonisti dei video interattivi degli eventi legati a un brand. I prodotti che indosseranno saranno taggati e diventeranno oggetti e-(motional), attraversando viralmente il web. Da non sottovalutare il fatto che guadagneranno anche sui click.
Scommetto che molte blogger hanno già avuto un sussulto al cuore….Non c’è da stupirsi, è la tipica pulsione e-(motional).
BRAVA STEFANIA!
SOURCE: http://www.fashionblabla.it/style/e-motional-la-fabbrica-dei-sogni-interattivi.html








